I pirati dei Caraibi

A Cayo Largo, fra sole, mare e un pizzico di avventura.

Ci si può innamorare perdutamente di Cayo Largo, della sua natura sorprendente e delle sue spiagge da cartolina.
Questa piccola perla dell’arcipelago cubano de Los Canarreos è un vero paradiso per chi ama il mare, i paesaggi caraibici e il relax.

L’isola dei pirati



Cayo Largo del Sur – chiamata semplicemente Cayo Largo – è un’isola di appena 25 chilometri quadrati.

Le sue acque turchesi bagnano anche la lingua di sabbia dove si affaccia il Turisanda Club Villa Bellarena. L’entroterra, invece, è ricoperto da fitte e inestricabili foreste di mangrovie, l’habitat naturale di coloratissimi pappagalli, aironi e pellicani. Sulla costa la vegetazione è più rada e costituita essenzialmente da palme.

Sott’acqua non è difficile imbattersi in pesci e tartarughe così come si possono incontrare pellicani e iguana che attraversano la spiaggia. Nessuna paura, si tratta di animali mansueti, ma l’occasione di vederli da vicino è davvero rara, possibile soltanto a queste latitudini.

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Tra il XVI e il XIX secolo quest’isola fu il nascondiglio prescelto da molti pirati che infestavano le acque del Mar dei Caraibi.

Pare che lo stesso Francis Drake, il leggendario corsaro inglese, sia sbarcato da queste parti. Una leggenda locale vuole addirittura che sulle coste di Cayo Largo sia approdato anche Cristoforo Colombo, ma è storicamente infondata.

L’impressione, quando ci si trova su una delle spiagge di Cayo Largo, è quella di essere Jack Sparrow, il tenebroso capitano impersonato da Johnny Depp nel film Pirati dei Caraibi o, con toni più romanzeschi, Robinson Crusoe, il celebre naufrago letterario inventato da Daniel Defoe.

La leggenda del forziere



Nel tratto di mare più vicino a quest’isola sono state localizzate oltre 200 navi affondate presumibilmente tra il XVI e il XVIII secolo.

La leggenda narra che il celebre pirata Henry Morgan attraccò da queste parti nel 1666 e scelse Cayo Largo per seppellire il proprio tesoro.

Qualcuno cerca ancora il bottino del pirata ma, considerando che larga parte dell’isola è coperta da una foresta di mangrovie e il resto si presenta piuttosto brullo, pare più probabile che Morgan avesse semplicemente deciso di godersi le bellezze dell’isola piuttosto che nascondere il proprio forziere.

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Sapori caraibici

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La cucina locale è quella tradizionale di Cuba, influenzata dalla cultura spagnola e dalle suggestioni africane.

Carne, pesce, fagioli, riso e patate sono i protagonisti dei piatti principali, spesso insaporiti dalla stuzzicante salsa Mojo Criollo (una marinata di aglio e succo di lime).


Drink come mojito, daiquiri, caipirissima, piña colada e mai tai sono popolarissimi.

Benvenuti in paradiso


Playa Sirena è uno dei lidi più ampi e attrezzati dell’isola. Si estende per ben 2 km in una zona protetta del vento, orlata da palme e con fondali ricchi di flora e di fauna.

Da qui si possono intraprendere, via nave, molte escursioni nei dintorni. Suggeriamo di non perdersi Cayo Rico, isola selvaggia dagli straordinari colori caraibici.

A pochi metri dalla riva non è difficile vedere stelle marine e paguri di grandi dimensioni.

È la destinazione più amata da chi pratica le immersioni.

Per una giornata tutta all’insegna della natura suggeriamo di visitare la vicina Cayo Iguana dove vive, appunto, un nutrito gruppo di iguane.

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Da Playa Sirena si può raggiungere facilmente anche la vicina Playa Paraiso. La spiaggia – una delle più selvagge e affascinanti – non è mai troppo affollata e il mare è caldo e piacevole per rilassarsi.

Qui il silenzio è d’oro e gli unici rumori sono quelli del vento e delle onde. C'è un solo chiosco, dall’aspetto dimesso, che prepara ottimi mojito.

Una meraviglia alcolica a base di prodotti tipici: hierba buena o menta, zucchero di canna bianco raffinato, rum cubano, succo di lime, ghiaccio e soda. Quello che ci vuole, per calmare la sete dopo un’intera giornata di mare!

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