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Foto di Barbara Galentino - Travel Designer Giappone, Cina e India

Barbara Galentino

Travel Designer Giappone, Cina e India

Da che io abbia memoria, mi sono sempre sentita un po’ straniera ovunque, e forse è proprio questo che mi ha insegnato a sentirmi “a casa” ovunque nel mondo. La curiosità verso ciò che è diverso e il desiderio di andare oltre la superficie sono diventati, quasi naturalmente, anche il mio modo di lavorare.

Da oltre 15 anni sono Travel Designer Turisanda per Giappone, Cina e India. Sono entrate nella mia vita professionale quasi per caso, ma è bastato incontrarle perché di ognuna, in modo diverso, mi innamorassi. Tre mondi lontani, dalle identità fortissime, capaci di toccare corde profonde e che continuo a esplorare cercando qualcosa che sappia ancora sorprendermi: un incontro, un gesto, una tradizione, un luogo inatteso o quel piccolo dettaglio attraverso cui, improvvisamente, una cultura sembra svelarsi.

Ed è forse proprio così che amo sintetizzare il mio lavoro: cercare la “scintilla”. E quando la trovo, penso a chi partirà: come posso trasformare questa emozione in un’esperienza capace di arrivare anche ai nostri ospiti? Perché un viaggio, per me, è davvero riuscito quando non lascia soltanto fotografie, ma una scintilla: un’emozione che resta e che, magari anni dopo, sa ancora riportarci lì.

DESTINAZIONI

Giappone, Cina, India

CITAZIONE

“My Way”. Perché, nel lavoro come nella vita, osservo, ascolto, mi lascio ispirare e poi cerco la mia strada, il mio modo personale di percorrerla.

CONSIGLIO PERSONALE SULLA DESTINAZIONE

Osserva le persone! In Giappone, al di là di templi, giardini e paesaggi, sono loro una delle esperienze più affascinanti del viaggio: i gesti, le espressioni, il modo di muoversi e di stare insieme. È osservandoli che inizi davvero a entrare nel loro mondo. In Cina, incontrare le persone ti porta spesso a mettere in discussione l’immagine con cui eri partito e a scoprire un volto del Paese che non ti aspettavi. In India, ancor di più, sono gli incontri a entrarti dentro: uno sguardo, un sorriso, una dignità che ti accompagna e finisce inevitabilmente per farti guardare anche un po’ a te stesso. E' vero che i luoghi ti riempiono gli occhi, ma in verità sono spesso le persone a rimanerti dentro.

LUOGO PREFERITO IN DESTINAZIONE

In Giappone potrei trascorrere ore nell’immensità della sue brulicanti, veloci quanto ordinate stazioni (un mondo nel mondo) ma soprattutto ad aspettare l’emozione del “sentire arrivare” uno Shinkansen, quando tutto inizia a vibrare e puoi solo intravederlo e sfrecciare via alla velocità del suono. Ti lascia il cuore in gola (come si suol dire il primo Shinkansen non si scorda mai!). E poi a Tokyo, la monorotaia per Odaiba, rigorosamente seduta davanti: una piccola giostra tra curve, luci e skyline che riesce ancora a farmi tornare bambina. In Cina Pingyao, soprattutto quando arriva la sera. Le lanterne rosse si accendono, i cortili delle antiche dimore diventano piccoli mondi raccolti e hai quasi la sensazione di essere entrato nella Cina di un altro tempo. Ma mi ha conquistata soprattutto quando, dietro quell’immagine, ho incontrato le persone: cene condivise, brindisi, risate, amicizia. Una Cina calda e conviviale, molto diversa da quella che spesso immaginiamo da lontano. Ed infine per l'"Incredible India" non posso non citare Varanasi. E pensare che la prima volta ci sono arrivata quasi con timore. Mi aspettavo un luogo dominato dalla morte e invece mi ha travolta la sua incredibile energia vitale oserei dire positiva. Il caos quasi assordante della sera e, poche ore dopo, il silenzio assoluto dell’alba sul Gange: la barca che scivola sull’acqua, il sole che sorge e la città che lentamente si risveglia. Un momento da pelle d’oca che mi è rimasto dentro.

VACANZA IDEALE

Non dover necessariamente fare qualcosa. Viaggio così tanto e passo tanto tempo a organizzare, programmare e incastrare, che per me vacanza significa soprattutto svegliarmi e sapere che non devo decidere oggi cosa farò domani. Liberare la mente dal “devo”: questa è già vacanza.

COLONNA SONORA VIAGGIO

“Narcotic” - Liquido. La ascoltavo nel 1999, durante il mio primo viaggio a lungo raggio verso Tahiti, e da allora è rimasta legata a quel senso di libertà, scoperta e avventura verso qualcosa di nuovo. Per me è ancora la musica del “mi siedo su un aereo e vado”

DRINK PREFERITO

Sapporo o sakè caldo in Giappone, masala chai in India… ma a un buon margarita non dico mai di no!

COSA NON MANCA IN VALIGIA

Un bagaglio morbido pieghevole da riempire a destinazione!

LIBRO, FILM PREFERITI

Libro: Manola - Margaret Mazzantini. Un libro fatto di contrasti, di anime apparentemente opposte che convivono. Forse lo amo anche per questo: il contrasto mi affascina, nella vita come nel viaggio. Incontrare culture profondamente lontane dalla nostra mette in discussione ciò che diamo per scontato e ci regala nuovi modi di guardare il mondo, e qualche volta anche noi stessi.
Film: L’ultimo Samurai. Perché racconta l’incontro con una cultura lontana dalla propria e la capacità di lasciarsi sorprendere fino a cambiare sguardo. In fondo, è anche ciò che cerco nel viaggio.

CIBO PREFERITO

Una cena omakase in Giappone, uno dei miei appuntamenti irrinunciabili ogni volta che torno. Non solo per la bontà di ciò che viene servito, ma per l’intimità del luogo e la magia di osservare lo chef al lavoro: la precisione dei gesti, la bellezza della composizione, la cura quasi rituale del servizio. In quell’armonia perfetta tra gusto e bellezza ritrovo molto di ciò che amo del Giappone. In Cina, l’anatra alla pechinese. Non solo per la bontà, ma per tutto il rituale che l’accompagna: arriva intera al tavolo, viene porzionata davanti agli ospiti e poi gustata nelle sottili crêpes con verdure e salse. Ma la vera sorpresa? La pelle glassata e croccante intinta nello zucchero: un’esplosione di consistenze e sapori che mi fa venire l’acquolina in bocca al solo pensiero! In India, il naan appena sfornato dal tandoor. Adoro guardare la gestualità con cui l’impasto viene fatto aderire alle pareti roventi del forno e poi tirato fuori, ancora bollente, morbido e leggermente bruciacchiato. Una cosa semplicissima, ma quando arriva caldo in tavola per me è irresistibile.

Racconti di viaggio

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