Turisanda
Mille volti e un'isola: Mauritius
10.09.2021

Un viaggio a Mauritius è un'occasione per scoprire come diverse religioni e numerose culture convivono ogni giorno in completa armonia. I primi europei che affondarono i loro piedi nella soffice, calda e bianca sabbia di Mauritius furono i portoghesi intorno al 1500, ma le meraviglie dell'isola erano già note da quasi cinquecento anni a malesi e arabi. Dal XVII secolo si susseguirono diverse colonizzazioni: prima gli olandesi, che portarono a Mauritius migliaia di schiavi provenienti dall'Africa Nera, poi i francesi e gli inglesi, costretti dall'abolizione della schiavitù a servirsi di manodopera cinese e indiana. Nessuna di queste comunità ha più abbandonato l'isola; strato su strato, giorno dopo giorno, la popolazione mauriziana si è arricchita di razze, culture e religioni.

Una società multietnica

Abituati da secoli a vivere in armonia e favoriti da una stabilità politica e sociale senza eguali in Africa, gli abitanti di questa perla dell'Oceano Indiano hanno conservato indisturbati le proprie tradizioni. A Mauritius il cattolico, il musulmano, l'induista e il buddhista vivono nello stesso quartiere e ogni ricorrenza è vissuta come un intenso momento di festa collettiva. Non si può non rimanere colpiti dalla solarità e dalla cordialità di questa gente e seguirla nello svolgimento delle loro ritualità può essere un modo originale e suggestivo di capire ancora meglio cos'è Mauritius.

India in miniatura

Le feste hindù sono le più frequenti, importanti e, aggiungiamo noi, suggestive dell'isola. Il Diwali, ad esempio, è la celebrazione che si svolge tra ottobre e novembre per auspicare la vittoria del Bene sul Male. Il trionfo è rappresentato da migliaia di candele e diya (le lampade tradizionali) che dal tramonto all'alba illuminano strade; le fiammelle servono ad accompagnare il dio della salute e della buona sorte dentro ogni casa.

Il Cavadi è invece un pellegrinaggio che si celebra ogni mese e a cui è quindi molto più facile assistere; il più importante è quello che si svolge tra gennaio e febbraio a Port Louis. In una dimensione di trance collettiva, centinaia di persone con i corpi costellati di aghi e con piccole spille che attraversano le guance, portano sulle spalle un grande arco di legno ricoperto di fiori (il cavadi, appunto).

Gli sgargianti colori dei sari, la musica e le parole di gioia riempiono i villaggi durante l'Holi; tra alti spruzzi d'acqua colorata, mauriziani e turisti salutano il nuovo anno degli induisti.

Corpi assorti in meditazione, odore di incensi e parole sacre rivolte agli dei caratterizzano la festa di Gangasnan: secondo la tradizione le acque del fiume Gange, sfociando nell'Oceano Indiano, sfiorano le coste dell'isola, lasciando così che la sacralità di questo corso d'acqua giunga fino a qui. Per l'occasione la gente dipinge il cuore delle noci di cocco con gli occhi della dea Kalì e getta questi simulacri in mare insieme a fiori, frutti e preghiere.

Il lago divino per una festa sacra

Se avrete la fortuna di parteciparvi, la festa di Maha Shivaratree, la grande notte del dio Shiva che tra febbraio e marzo raccoglie migliaia di fedeli sulle sponde del Grand Bassin, vi lascerà senza fiato. Grand Bassin è un lago naturale di origine vulcanica nato, secondo la leggenda, dalle gocce del fiume Gange che il dio Shiva, volando, portava su di sé per impedire un'inondazione; dall'alto le bellezze dell'isola lo colpirono a tal punto che, sporgendosi per ammirarle meglio, lasciò cadere tanta acqua da riempire l'intero cratere. Migliaia di persone vestite di bianco intraprendono ogni anno questo pellegrinaggio per ricoprire di offerte lo specchio d'acqua; a oggi quella a Grand Bassin è la festa hindù più importante fuori dai confini del subcontinete indiano. Naturalmente il lago merita una visita durante tutto l'anno. Forse qui più che altrove la presenza di un misticismo mauriziano è tangibile ad ogni passo; numerosi sono i templi che lo circondano, le statue che lo popolano e le scimmiette che lo popolano e che si cibano della frutta offerta agli dei.

Cinesi, cattolici e musulmani

Tra gennaio e febbraio, Mauritius si tinge del rosso delle lanterne e della felicità che questo colore rappresenta in occasione dei festeggiamenti per il Capodanno cinese. Per un'intera serata musica e balli invadono la strada mentre il cielo viene illuminato da spettacolari giochi pirotecnici. Immancabile la celebre danza del Dragone. I musulmani salutano la fine del periodo di Ramadan anche qui, come in tutti gli altri Paesi del mondo, con l'Id- El- Fitr mentre, sebbene sia originariamente una festa cristiana, la Festa di Padre Laval viene celebrata da tutti i mauriziani il 9 settembre, quando migliaia di persone si dirigono a Sainte Croix sulla tomba di colui che è considerato l'apostolo della gente nera e che per tutta la vita ha combattuto per liberare questa terra dall'oppressione della schiavitù. Con le proposte Turisanda il viaggio a Mauritius diventa su misura. 

Esplora
Mauritius
Danze in spiaggia e tè al profumo di vaniglia, coralli, cascate e cervi in libertà.
Mauritius
Un meraviglioso spettacolo affacciato sull’oceano. Il vento che la accarezza costantemente la rende un paradiso per gli amanti degli sport acquatici. Da scoprire!